Work for equity in una startup: cos’è e come funziona

persone lavorano in una startup con il work for equity

È abbastanza chiaro il fatto che ci sono molti vantaggi quando si tratta di lavorare in una startup: non dover indossare un abito elegante, i tavoli da ping-pong, le lunghe pause caffè in ufficio che possono aiutarti a superare la giornata e infine possedere un pezzo di una startup che è senza dubbio uno degli aspetti migliori. In breve, avere una quota in una startup significa avere una partecipazione al capitale d’impresa che stai aiutando a costruire e a crescere! Infatti, il “work for equity” è stato introdotto dal Decreto Crescita 2.0 per le startup innovative e poi esteso alle PMI innovative nel 2015.

Questa volta provo a darti una breve spiegazione di questa forma alternativa di remunerazione chiamata work for equity e ti elencherò tutti i suoi vantaggi e svantaggi.

Work for equity: cos’è

Il work for equity (aldilà dell’inglesismo) è uno strumento già utilizzato in altre parti del mondo con il nome di stock option, la forma più comune di compensazione del patrimonio netto dei dipendenti. In Italia, il work for equity è una possibilità già prevista, almeno in parte, per le Spa e le Srl e, poi, introdotta nell’ordinamento anche per le startup e PMI innovative (Dl 179/2012 – c.d. Decreto Crescita 2.0). Grazie al decreto Sviluppo Bis che ha istituito le cosiddette startup innovative, gli imprenditori hanno adesso la possibilità di beneficiare di interessanti agevolazioni fiscali e non. Il work for equity è una di queste agevolazioni, che fornisce ad amministratori, consulenti, professionisti e, in generale prestatori di opere e servizi, l’opportunità di essere pagati tramite l’assegnazione di azioni, quote o strumenti finanziari partecipativi di startup. Con esclusione, quindi, dei collaboratori occasionali. 

L’obbiettivo del work for equity è quello di risolvere il problema comune delle nuove attività: l’assunzione dei professionisti qualificati per una startup innovativa che non è ancora stabile dal punto di vista economico, offrendo quote aziendali.

Nell’ambito del work for equity, la startup potrà, pertanto, attribuire:

  1. azioni;
  2. quote;
  3. strumenti finanziari partecipativi.

Quindi sostanzialmente anche tu sei incentivato nello stesso modo in cui lo sono i fondatori e gli investitori ricevendo in cambio non uno stipendio, bensì quote della società.

In questo modo è possibile:

  • Evitare alle nuove società il peso di un compenso immediato;
  • Consentire ai collaboratori di contribuire-partecipare al raggiungimento del futuro successo aziendale.
  • Dare l’opportunità ai dipendenti di dare un contributo e di partecipare al successo dell’azienda, riconoscendo quote di capitale date in cambio di servizi erogati

Diverse forme di work for equity

Il piano di work for equity è pensato soprattutto per le startup innovative e le PMI innovative. Il work for equity può essere usato sia da SpA che da Srl, purché le Srl siano startup innovative o PMI. Non è possibile, invece, utilizzare questo strumento per le Srl semplificate (Srls).

Il work for equity può essere realizzato in tre forme:

  1. Cessione di azioni o quote proprie ai prestatori d’opera da parte della società;
  2. Aumento di capitale a titolo gratuito con assegnazione di azioni o quote di nuova emissione ai prestatori d’opera;
  3. Aumento di capitale a pagamento con assegnazione di azioni o quote di nuova emissione ai prestatori d’opera.

Adesso scopriamo insieme i vantaggi e gli svantaggi del work-for-equity.

I vantaggi del work for equity

Alle PMI innovative sono garantiti importanti vantaggi come per le startup innovative, ed anche gli investitori al capitale sociale di una PMI innovativa possono beneficiare di detrazioni Irpef e deduzioni Ires.

  • Il motivo principale per cui le persone accettano di lavorare in cambio dell’equity è cercare di diventare parte di un qualcosa che prima o poi diventerà importante e di valore. Il dipendente, essendo retribuito con quote del capitale d’impresa, ha tutti gli interessi a partecipare all’andamento positivo della startup o PMI innovativa.
  • Il pagamento dal work for equity si tratta di redditi tax free dal punto di vista fiscale e contributivo.
  • Altro importante aspetto da prendere in considerazione, è che nel momento in cui una startup innovativa o una PMI si sono immesse sul mercato, i loro dipendenti non gravano sulla società stessa. Il dipendente collabora, seppur rischiando, con la startup essendo comunque retribuito, attraverso i vantaggi fiscali appena elencati, dando il suo contributo al successo della startup.
  • L’elevata coerenza tra l’incentivo e l’obiettivo organizzativo, per cui ogni ruolo viene misurato effettivamente sul risultato del suo lavoro.

Gli svantaggi del work-for-equity

  • L’equity può portare guadagni molto generosi, ma prima di raggiungere il successo è fondamentale avere a disposizione altre fonti di reddito in modo che si possa affrontare nel migliore dei modi questa “scalata”. Molte persone infatti essendo in questa situazione sono costretti a collaborare per altri clienti e ciò comporta un minor tempo da poter dedicare allo sviluppo del nuovo business;
  • C’è la possibilità che eventuali investitori futuri valutino meno le quote pattuite in fase di assegnazione, questo comporta inevitabilmente delle perdite in termini di lavoro svolto e ricavo delle quote.

Mi fermo qui!

In conclusione

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